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LA GIOIA DI SENTIRSI VEGETARIANI



Il numero dei vegetariani, già milioni nel mondo, è in costante ascesa. Lo dimostra il raduno che viene organizzato, annualmente, in diverse località; quest’anno, 2005, è stato dal 1 al 7 di ottobre a Riccione. (vegetariani.it)
Il principio etico che anima ogni vegetariano, di conseguenza animalista, è quello di non arrecare violenza, dolore, sofferenze e morte nei confronti di chi non si può difendere, sia che si tratti di esseri umani che di animali, imparentati, tutti, da molteplici connessioni evolutive succedutesi nello stesso Regno. Il vegetariano è cosciente che atrocità, torture e versamento di sangue sono insopportabili per tutti ed è giusto, quindi, non procurarle ad altri, in un contesto mondiale di alleanza, autentico pacifismo reale e reciproco rispetto.
I vegetariani vivono sani, forse meglio di tante altre persone che si cibano di carne; non subiscono, come si crede, danni alla psiche o all’organismo, non sono esposti ad epidemie da volatili ed animali da allevamento e non contribuiscono ai consequenziali abominevoli massacri e fosse comuni, sono resistenti, fanno normale attività sessuale, praticano, indifferentemente, ogni tipo di sport. Mangiano tutto quanto apporti calorie e proteine all’organismo, come pane, pasta, pizze, cereali, legumi, latte, formaggi, latticini, uova non fecondate, dolci, verdure, frutta e bevono di tutto senza alcuna limitazione. Per filosofia di vita rifiutano tassativamente carne, pesce, insaccati, grassi animali ed il loro amore per la natura risulta, così, illimitato. I vegetariani si sono, ulteriormente, evoluti sugli istinti primordiali che spinsero e spingono ad ammazzare per cibarsi e, solo per estrema sopravvivenza o legittima difesa, potrebbero infierire su un altro essere vivente.
Il vegetariano animalista si oppone e detesta l’eccidio degli agnelli in strazianti sacrifici religiosi, le assurde iperproduzioni nelle terribili cattività di allevamenti lager, i luoghi di allucinanti, aberranti trasformazioni in nome di un superfluo supernutrimento e guadagno a danno di chi non vuole essere soppresso, le inumane deportazioni di massa di poveri sventurati vivi, diversi, solo, per forma e psiche, su treni o camions lager che riportano alla mente recenti brutalità umane da non più voler ricordare; condanna la caccia, le sevizie della corrida, il commercio ed utilizzo di pellami, le terribili macellazioni, gli esperimenti di laboratorio praticati addirittura senza anestesia, le lotte clandestine. Orripilante sintesi di una così chiamata “civiltà”.
Risultato di una particolare, superiore evoluzione, homo sapiens non è, come si illude di credere, il padrone assoluto del creato e non può fare e disfare, a proprio piacimento, allargando tale concetto di superiorità senza limiti, ad ogni cosa, continuando ad assumere, in se stesso, totale diritto di vita e di morte; offende, arreca danni immani ed irreversibili all’ambiente dove è solo recente, ultimo ospite in un infinitesimale soffio della storia dell’universo; dimentica di ringraziare, umilmente, di esistere, cerca di trarre parvenze di godimento e benessere da una continua espansione senza senso, spinta da perenne, immaturo egoismo, continuando ad inseguire, insaziabilmente, l’effimero per una felicità che, così, non c’è.
L’uomo tende a schiacciare ed a sfruttare ogni altro essere, ma nel momento in cui il pianeta vivente, a giusta ragione, comincia a rivoltarsi, egli, microscopico, infestante batterio, viene scrollato; pervaso da momentanea “matura” face, solo allora si rende conto della sua miseria ed impotenza, ma viene travolto e vilmente scappa annichilito dalla paura…tutti, poveri e ricchi, in quei momenti, piangeranno disperati.
Secondo l’antico racconto Adamo ed Eva furono posti nell’Eden, in armonia con i cugini animali, a nutrirsi di ciò che, spontaneamente, offrivano le piante, appartenenti al diverso Regno vegetale. La espulsione, per egoistica superbia e disobbedienza, iniziò ad imbarbarirli, li avviò ad uccidere… a morire.
I vegetariani, coscienti di tutto ciò, amerebbero un mondo più civile e vivibile, non eroso dall’egoismo, dalla logica della sopraffazione, un mondo aperto a tutti nella semplicità e nel rispetto per ogni cosa.
Si abbandoni la falsa idea che non si possa diventare vegetariani a qualsiasi età. Certamente non si nasce, poiché credenze e crudeli abitudini ataviche, rielaborate e mielate dal consumismo, condizionano ognuno di noi, sin dal primo momento; però, con sensibilità, lo si può, facilmente diventare. Più saremo meglio sarà.
La base di tutta l’alimentazione proviene, per ogni creatura vivente, esclusivamente dalla cara, vecchia terra, ossia dal Regno minerale dal quale suggono, direttamente, i vegetali e gli erbivori. Nella catena alimentare, per già calibrato equilibrio biologico, vi sono già animali concepiti, esclusivamente, carnivori che si cibano, giocoforza, in maniera, purtroppo, cruenta ed altri che dissolvono, infine, ogni residuo organico. L’uomo, cerebralmente evoluto più di ogni altra specie animale, anche per la, solo a lui ed ai primati, possibile opponibilità delle dita delle mani, avrebbe già dovuto, superare ogni primordiale, crudele istinto per sopravvivenza. Oggigiorno, l’uomo moderno, in alternativa non sanguinaria, ha a disposizione di tutto. I vegetariani dimostrano che è possibile vivere benissimo senza stragi di parenti innocenti, gustando mille altre saporitissime ricette e concordano che, senza brandelli di vittime sacrificate nel piatto, si può proseguire il cammino più sani, contenti e rispettosi.


Se concordi fatti sentire. Ciao—Riccardo, classe ’40, vegetariano da 62 anni. 333-3051934