Nel
ricordo dell’amico speleologo Isidoro Mattioli
(scomparso
il 3 gennaio 2006)
Carissimo
Isidoro,
Ti conobbi per via della nostra antica passione
che ci ha accomunato, ripetutamente, negli anfratti
carsici insieme a Severino Albertini e Remo Mazzotta.
Una squadra, la Vostra, degna dei migliori riconoscimenti,
una triade superiore, sprezzante i pericoli, dotata
di indomito coraggio, avulsa da qualsivoglia sistema
di sicurezza proposto dalla tecnologia moderna.
Una squadra, la Vostra, che oggi, piace credere
si sia ricompattata nella profonda, antica amicizia
che Vi ha sempre caratterizzato, nell’entusiasmo,
nel rischio, nell’aiuto reciproco.
Carissimo Isidoro,
ricordo, al rientro dalle grotte, le bellissime
ore trascorse insieme, in fanciullesca letizia,
in piccoli locali del centro storico dove, tra
un bicchiere e l’altro, si rideva, allegramente.
C’eravate tutti tre…ero contento di esserci anch’io.
Isidoro carissimo,
individuasti, per primo, l’imboccatura ed insieme
e solo agli altri quattro che hai, sempre, considerato
veri amici, condividesti la “grande scoperta”.
Il Santuario dei Cervi di Porto Badisco, il superbo
dono che, solo Voi avete lasciato in eredità
agli studiosi, agli universitari, ai salentini,
al mondo, è cosa troppo bella, troppo importante
per passare inosservata all’umana specie, ma anche
molto speciale per essere, saggiamente e disinteressatamente,
gestita.
Al proposito, desidererei, in questo particolare
momento, avere il potere di dissolvere tutto ciò
che Ti ha sempre assillato e che faceva molto
male a Te ed al gruppo, quando mi raccontavi di
angoscianti arrivismi, prevaricazioni ed altre
miserande meschinità.
Carissimo Isidoro,
Ora riposa tranquillo nell’ottima memoria dei
tuoi familiari, dei parenti, di tua moglie Diana,
dei tuoi figli Ivo, Danilo e Valerio, degli amici
e di tutti coloro che ti hanno stimato e voluto,
veramente, bene.
Alzando
gli occhi, ci piacerà immaginarVi tutti
tre: Tu, Severino e Remo, affacciati lassù,
sbircianti dalle nuvole, attenti alla ricerca
di qualche anfratto; ci si illuminerà il
volto nel Vostro ricordo e nel riverbero dei colori
naturalistici della ruralità salentina
che, tanto, avete sempre amato.
Il Tuo spirito, si ritroverà, così,
insieme agli altri, in quella luce di perenne
serenità e noi, da qui, continueremo a
volerVi bene. Ciao.
Riccardo Rella e gli amici di SpeleoTrekking
Lecce,
3 gennaio 2006