S.O.S.
Grotta dei Cervi di Porto Badisco
Ritengo
doveroso, quale speleologo e presidente del Gruppo speleo-escursionistico
SpeleoTrekkingSalento (lungi da qualsiasi interesse
personale, ma solo per puro amore per la mia Terra e
per la mia educazione di cittadino che non ammette spreco
di risorse e di denaro pubblico), informare tutti sulla
situazione della Grotta dei Cervi di Porto Badisco -
bene di tutti- ai fini dell'effettiva salvaguardia della
Grotta e dello splendido contesto naturalistico circostante
.
La
Grotta dei Cervi, definita il Santuario della Preistoria,
prezioso scrigno salentino per l'incommensurabile valore
artistico e culturale, è sita nel Territorio
di Otranto, in un paesaggio da sogno naturalistico eccezionale,
in quanto ancora, per fortuna, sottratto all'antropizzazione.
Al
momento della scoperta, avvenuta intorno agli inizi
degli anni '70 ad opera dei soli cinque miei amici speleologi:
Severino Albertini, Remo Mazzotta, Isidoro Mattioli,
Enzo Evangelisti e Daniele Rizzo, i preziosissimi pittogrammi,
attestanti la storia dell'umanità di oltre seimila
anni, apparivano perfettamente integri in quanto protetti,
nel corso dei millenni, da un delicatissimo equilibrio
microclimatico stabile, ancora non alterato dalla presenza
umana.
Con l'obiettivo di salvaguardarne l'integrità,
presentai nel 1998 alla Sovrintendenza di Taranto, alla
Provincia di Lecce e ad altre Istituzioni, un progetto
di fruizione della Grotta tramite la RealtàVirtuale3D
Avvolgente, definito "rivoluzionario" dalla
Stampa, che, se a suo tempo realizzato, avrebbe evitato
alla Grotta, sebbene ufficialmente chiusa, il continuo
andirivieni umano e, di conseguenza, la inevitabile,
da sempre paventata, dissolvenza delle pitture, su cui
oggi si discute e si versano lacrime di coccodrillo.
Ora si chiede d'impedire un altro scempio: la costruzione
di una costosissima Grotta-copia sintetica, oltretutto
a possibile rischio diossina, ad imitazione di quanto
realizzato a Lascaux, che, oltretutto, con la realizzazione
delle inevitabili strutture di supporto ( parcheggi,
ristoranti e quant'altro) distruggerebbe per sempre
un luogo d'incanto.
Perché non recuperare, invece, l'esistente? Perché
non portare, dopo decenni di abbandono, a conoscenza
ed alla fruizione pubblica la grande quantità
dei reperti che la Soprintendenza di Taranto, a dire
degli scopritori, portò via "a camionate"
dalla Grotta ( si parla di circa 600 casse) e che ora
dovrebbero giacere inutilizzati nei sotterranei del
Museo di Taranto? Sono tutti o in parte? Il riscontro
con i verbali, a suo tempo regolarmente redatti, potrebbe
fornire una risposta.
Si segnala che giace in abbandono, in condizioni sempre
più precarie, nei pressi della Grotta, la Masseria
Cippano, uno splendido esempio di sistema difensivo
del '500, di proprietà della Regione Puglia.
La mia proposta è che nella Masseria Cippano,
una volta concessa al Comune di Otranto, direttamente
interessato, sia allestito un Museo, ove possano trovare
finalmente sistemazione gli innumerevoli reperti estratti
dalla Grotta, che potrà essere osservata al suo
interno, esclusivamente, tramite "Realtà
Virtuale 3D che dovrà essere perfezionata nella
tecnica "Avvolgente" opportunamente messa
a punto.
Tale Museo non rimarrà quale cattedrale nel deserto,
ma sarà inserito in percorsi trekking, culturali
ed enogastronomici, con la realizzazione di un "Sistema
Turistico di Prodotto", proiettato verso i mercati
internazionali, il cui processo di costruzione dovrebbe
essere un esempio virtuoso di approcci bottom-up effettivamente
partecipati. Si chiede, pertanto, a Enti e Cittadini
la condivisione ed il supporto di tale proposta che,
tramite un aperto confronto, porti al rispetto del connubio
uomo-natura e di quanto da esso dovrà essere
tramandato, in maniera assolutamente integra, ai posteri
e con ricadute positive sul piano turistico ed occupazionale.
Lecce, 14 luglio 2011
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Il
Presidente
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Riccardo
Rella
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